Il mio primo Ironman

Il trionfo! Cocci conquista la finish line all'Ironman Italy Emilia Romagna del 23 settembre 2017

Sabato 23 settembre 2017, a Cervia, si è disputato il primo Ironman Italy Emilia Romagna…

Eccoci, finalmente dopo tanta attesa ci siamo!

22 settembre! La notte prima, mi preparo per andare a letto presto con un sacco di idee e di domande che continuo a farmi, sale un pochino la tensione, ho nel cuore un’emozione grandissima: sì, posso dire di avere le farfalline nello stomaco!

Mi faccio una coccola, decido di chiudere gli occhi e di ascoltare il mio regalo pre ironman: un bellissimo audio a me dedicato ideato e regalato dal mio compagno Daddo in occasione del nostro anniversario avvenuto pochi giorni prima.

Nell’audio colonne sonore strepitose, le mie preferite, accompagnate dalle voci dei nostri figli, di amici, campioni e una sua dedica speciale (il mio Daddo) che mi dà una sicurezza infinita. Ascolto, infine, la voce del mio coach e del mio master trainer preferito! Sono tranquilla posso riposare.

Sono le 5 del mattino e suona la sveglia, mi alzo felice con un gran bel sorriso, saluto Daddo e la nostra compagna di avventura Ziaba e vado a fare la colazione del campione. Mente libera, solo concentrazione su tutto quello che dovevo fare prima della partenza!

Mi vesto con il mio strepitoso body da gara FCZ e vado in zona cambio, il cuore batte forte, incontro amici con cui mi scambio timidi sorrisi e poi procedo a preparare tutto: la bici, le sacche, tutto ok…  E qui l’abbraccio appassionato pre gara con Daddo, c’è tanta trepidazione!

Finalmente arriva Chiara , mia figlia, la prima gara in cui viene per assistermi e fare un tifo eccezionale!
Sono molto appagata e grata che sia al mio fianco, mi scendono le lacrime. Ci abbracciamo forte, i nostri cuori sono vicini vicini e sento forte la sua gioia di esserci in un giorno per me così importante!

Attimi meravigliosi che accompagnano, la mia voglia di cominciare questa grande avventura.  Sono circa le 6.45 e fra poco è ora di andare: salgo in camera, indosso la muta, prendo le ultime cose e si va.

Questa volta sono stata brava, è tutto pronto, organizzato alla perfezione, mi sento una guerriera pronta per iniziare la battaglia bellissima con me stessa!

Andiamo alla partenza e con lo sguardo cerco Daddo, ho voglia ancora di un suo abbraccio. Ma è troppo tardi, non lo trovo più, sento solo la sua voce e mi basta, mi riempie, mi fa star bene

Ho gli occhi lucidi, il mio cuore batte forte, ho un nodo in gola… boom partiti! I PRO iniziano la loro gara e la colonna sonora che rimbomba nell’aria è L’ombelico del mondo di Jovanotti…
Fantastico, pazzesco, meraviglioso,
pelle d’oca!



Saluto definitivamente Chiara e Chiara (la sua dolce amica) e vado in partenza, fiera e orgogliosa di essere lì, di poter iniziare a vivere il mio sogno, di essere così deliziata e appagata da non riuscire a descrivere la stupenda sensazione che sto provando.

Aspetto il mio turno chiacchierando e ridendo con Letizia, sto respirando a pieni polmoni quel momento già indelebile!

TOCCA A ME! Ultimo abbraccio a Pritti del team Ironman e…
SI PARTE!

Il mare è stupendo, io prendo subito sicurezza e mi concentro sul mio respiro, sul mio ritmo e penso: è una figata pazzesca!

Primo giro finito, esco dall’acqua con un sorriso gigante, c’è Raffaele. Un bel cinque e si riparte, corro in acqua e ho il cuore in gola, sono felice. Siiiii, ce la faccio alla grande, ho nuotato bene: OTTIMO!

Pacca sulla spalla e si esce dall’acqua… i miei primi 3,8 Km!

Finalmente c’è il Daddo, gioiosa vado verso di lui, un bel bacio. Nei nostri occhi pura GIOIA. Si corre in zona cambio senza perdere attimi importanti.



Inizia qui la mia lotta contro il tempo. Lungo il percorso per arrivare in zona cambio ci sono Chiara, Barbara e un sacco di amici, immensamente bello!

Il  tratto di corsa sulla spiaggia non finisce mai, ho nuovamente il cuore in gola.

Arrivo alle docce, mi sciacquo il viso dal sale, mi sfilo la parte alta della muta e corro a cambiarmi per iniziare i miei 180 km di bike.

Dopo aver superato l’immensità della zona cambio, parto entusiasta con la mia super bici, un grande tifo da coach Vedana, rido con lui, mi prendo in giro e mi concentro.

Prima regola: seguire le regole! Ed alimentarmi bene.

E così via, mi metto in posizione sulle prolunghe e sono comoda e, mi sorprendo: sto pedalando il mio primo Ironman, mi sento alla grande, sono grata perché sono qui.

Un panorama meraviglioso. Wow, non ci posso credere i fenicotteri rosa, che meraviglia!

Poi inizia una parte un po’ noiosa, parlo con me stessa, mi racconto solo cose belle fino a quando non arriva il momento di Bertinoro, lo strappetto che mi faceva tanta paura…

Rido e affronto la salita impegnativa, vorrei scendere dalla bici, ma vedo un fotografo… Cavolo, mi tocca pedalare! Ce l’ho fatta, non mi sono catapultata all’indietro, evvaiiiii!

La piazzetta di Bertinoro è fantastica, che bello! C’è tantissima gente, ti fa dimenticare la fatica, sorrido e arriva un pò di discesa.

Finito il primo giro si passa davanti alla zona cambio; non faccio nemmeno in tempo a pensare che devo farne un altro e a sentire un po’ di pesantezza, che proprio all’inizio della zona cambio sento voci amiche: c’è tutta la meravigliosa #ekisfamily che mi incita e grida il mio nome. Siii, alla grande, è arrivata un’ondata di energia indescrivibile!

Subito dopo sento la voce di Daddo, c’è Chiara e vengo attraversata da un brivido in tutto il corpo.



Continuo a pedalare con grinta e arrivo nuovamente a Bertinoro, qui iniziano un pò di problemi che mi rallentano, ho dei fortissimi crampi ai piedi che mi mandano fuori di testa.
Sapevo che poteva succedere, ma non avevo particolari strategie.

A quel punto ho preso la decisione per me più utile in quel momento: arrivata allo strappetto scendo dalla bici, mi tolgo le scarpe e cammino fino in cima, fortunatamente niente fotografi!

I miei piedi stanno meglio, indosso nuovamente le scarpe, salgo in bici e volo in discesa.

Mi mancano 40 km e sono stanca, raggiungo Letizia, sorridiamo e parliamo delle nostre sensazioni: entrambe siamo affaticate, ma stiamo finendo la frazione bici.

La saluto e proseguo, per un tratto di strada mi affianca una moto della polizia e mi tiene compagnia per un po’. So che devo tenere duro, è quasi fatta, sto per terminare i miei 180 km della seconda frazione!

Quando rientro in zona cambio, tocco realmente il cielo con un dito: metto a posto la bici, tolgo il casco e subito anche le scarpette. Ho ancora i crampi ai piedi, ma sono così felice che non percepisco più alcun dolore e fatica fisica.

Parlo con Chiara e mi dice che ho 9 minuti per uscire dalla zona cambio entro il tempo limite. E allora, metto le scarpe da corsa al volo e… inizio a correre.

E ora come cavolo faccio a correre i 42 km della maratona?!?

Ho davanti a me 6 ore di tempo per restare nel tempo e finire la mia gara. Sì, ce la faccio!

«Voglio compiere il mio miracolo e arrivare alla mia finish line»

Questo è quello che mi sono detta, non sapevo ancora come, ma conoscevo bene le mie risorse mentali. Ero consapevole che questa è “la gara delle gare”, quella con me stessa.

Le risposte alle mie domande durante tutto il percorso  hanno fatto si che ho potuto vivere una storia straordinaria.
Grazie Alessandro Mora!

Per i primi 3 giri, corro e cammino e mi accendo quando trovo gli amici. Chiacchiero anche con atleti e sprono qualche amico in gara che vedo faticare come me.

Capisco che devo aumentare, sono troppo lenta. Finalmente incontro Roberta che non avevo mai visto sino a questo punto della giornata e sorrido. Sono contenta perché lei sta per terminare la sua gara, è all’ultimo giro!

Bene, mi dà forza e coraggio per proseguire al meglio, saluto i miei compagni di squadra Gabriele e Walter. Mi sentivo così in linea con me stessa che pur faticando riuscivo a incoraggiare i miei amici!

Inizio l’ultimo giro di corsa e incontro Chiara che mi dice queste parole: «Mamma, ce la puoi fare, ma devi aumentare un pochino, forza!”

Ha ragione, come posso fare per cambiare il mio ritmo?

E inaspettatamente inizia la magia. Arriva il fine gara, un ragazzo in bicicletta che mi dice chiaramente che sono l’ultima atleta in gara che può arrivare in tempo utile… se aumento il ritmo…

Ok non si scherza più, la mia cocciutaggine vince, corro, corro e continuo a correre!

Mi scortano 2 bici, mi spronano parecchio, trovo il ritmo giusto e si chiacchiera anche. Arriva il pezzo più pesante, la pineta: nella prima parte è illuminata e affascinante, poi però c’è quel vialone lunghissimo, buio e senza persone…

Ma arrivo in fondo, è andata, ormai manca poco!

E sì, è incredibile, arrivano in bici Angelo e il Giova, gli amici della #ekisfamily: si mettono vicino a me e cominciano a fare un tifo meraviglioso, mi caricano di adrenalina e io vado sempre più veloce.
E’ straordinario, ridono, scherzano ed è sempre più vicina la finish line.

Non sento più la fatica, inizio seriamente a volare!

Arrivano anche  Loris, Chiara and Chiara, Andrea e un sacco di altra gente. La Federica al telefono,  tutti che escono dai vari ristoranti lungo il percorso e gridano il mio nome…

Emanuela, Coccina!

Tutti sono qui per me, che figata…

Sento anche Daddo che dalla finishline mi chiama. Voglio questa benedetta medaglia, voglio sentirmi dire “YOU ARE AN IRONMAN”!

Ultimi 500 metri, ho le lacrime agli occhi, la mia felicità è immensa, imbocco il tappeto rosso e nero che mi porta all’agognata finish line…

C’è Daddo lungo il corridoio, ci battiamo un cinque e corro a più non posso sotto l’arco del traguardo, mentre lui al microfono scandisce:

“Amore mio, Emanuela, per 1 minuto e 7 secondi…

YOU

ARE

AN IRONMAN!

15 ORE, 58 MINUTI e 53 SECONDI di cuore, passione e… crederci fino in fondo!

Ci stringiamo forte io e Daddo e ci baciamo, siamo felici.



Andy, il primo PRO uomo, mi mette la medaglia al collo e io subito dopo corro ad abbracciare la meravigliosa Martina Dogana che era lì ad aspettarmi e Barbara #ziaba. Ringrazio gli amici, la #ekisfamily e finalmente raggiungo mia figlia!

SONO GRATA, HO REALIZZATO UN SOGNO, IL MIO SOGNO!

I miei ringraziamenti vanno a tantissime persone: al mio amore Dario Nardone e mia figlia Chiara Bonora, per avermi sopportato e supportato in tutto il periodo di allenamento; al mio coach Marco Caggiati per avermi dato fiducia e avere avuto tanta, tanta, taaaanta pazienza; a Riccardo Marini per aver realizzato un evento magnifico; a Roberta Liguori e Martina Dogana per avere creduto in me; a Edith Niederfriniger per avermi fatto iniziare il percorso Ironman e avermi fatto amare gli allenamenti più duri; a Luca di BiciMania che mettendomi in posizione in bici ha fatto un lavoro perfetto; al mio mental coach Andrea Zavaglia per avermi accompagnata nel gran lavoro su me stessa; al mio mentore Livio Sgarbi per avermi ascoltata e dato ottimi consigli su come affrontare la mia sfida. Ringrazio inoltre Letizia Bellesi per il suo splendido atteggiamento e averci creduto fino in fondo.

Ringrazio per gli audio ricevuti: Alex Zanardi, Martina Dogana, Giulio Molinari, Alessandro Fabian, Alessandro Mora, Ivan Risti ed Elena Casiraghi, Nathan e Deirdre Farrugia da Malta, Jenny Fletcher, Andrea Mentasti, Fabio Vedana, Giuseppe Montanari, Giacomo Taldo, Alessio Cattaneo, Renzo Straniero, Venusia Vita, Gabriele Cesano, Laura Patti, Andrea Trittoni, Federica Zanda, Cristina Pisacane, Enrica Tremolada, Barbara Cologni, Graziella e Adele.

Ringrazio i miei tati GIACOMO E MARTINA che mi hanno dato una forza incredibile e mi hanno fatto sentire orgogliosa di gareggiare.

Ringrazio di cuore tutti gli amici e la #ekisfamily, è una lista lunghissima e…
grazie di cuore!



Perché... #ioTRIamo!


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